intervista a Stefano Tocchi
Scritto da Luca Chiaravalle   

Nella vita è sicuramente molto difficile, al di là della retorica, svolgere la professione che preferiamo; troppo spesso ci troviamo a svolgere lavori che non ci soddisfano a pieno. Sembra quindi utopia poter trasformare la propria passione in lavoro…….nel settore dell’acquariologia questa invece sembra quasi essere la regola. Le grandi Aziende del settore, nella maggioranza dei casi, sono state fondate da acquariofili e annoverano nel loro staff collaboratori che prima di tutto sono dei grandi appassionati. Tutto questo rende il nostro rapporto lavorativo con loro molto più interessante e aperto al dialogo, allo scambio di esperienze e informazioni volti al miglioramento dei prodotti. E’ facile comprendere come, in questo ambito, la visita in negozio dell’agente di zona della SHG non si riduce in un banale e formale incontro commerciale, ma si trasforma in un’avvincente discussione su come accrescere un discus in età giovanile, su quale sia la migliore terapia da seguire per curare un esemplare affetto da flagellati intestinali piuttosto che come classificare il discus visto su l’ultimo numero di “Discus Notiziario” Tutto questo perché, come da premessa, l’agente SHG è il Sig. Stefano Tocchi allevatore che non ha certo bisogno di presentazioni. Continua quindi con lui il nostro percorso di incontri con i grandi Professionisti del settore, cominciato con il Panaque day 2007, attraverso il quale cerchiamo di permettere uno scambio di informazioni ed esperienze con i nostri clienti finalizzato alla crescita del livello della cultura acquariofila. Per il momento dobbiamo accontentarci di una semplice intervista, in attesa di organizzare anche con Stefano un “…….day”. Durante il nostro incontro ho cercato di toccare argomenti di interesse generale in relazione anche alla “storia” del nostro gradito ospite in modo da potergli “rubare” i segreti per l’allevamento del discus. Ma non nascondo che alcune domande sono state formulate per soddisfare delle mie curiosità in merito ad argomenti “meno tecnici” ma comunque di interesse generale nel “pianeta” discus. Buona lettura


 



 


 


 

 

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Come nasce in Stefano la passione per il Discus ? La mia avventura con i discus è nata per caso. Conobbi Davide Bellocci, un appassionato di questo splendido ciclide, mentre frequentavo un corso della Regione Lazio sulla programmazione informatica. Allestii, secondo le sue direttive, il mio primo acquario con 4 discus di circa 8cm. Da li scoprii la mia passione per l’acquariologia e i discus.

Nel web attualmente ci sono diversi forum che trattano l’argomento “discus”; Tu che sei stato il fondatore di DP ritieni che siano idonei alla divulgazione di una corretta cultura acquariofila ? Difficile dirlo…. sicuramente nei forum ci si riversano molte persone con profili e livelli di preparazione diversi. Per quella che è la mia esperienza personale posso affermare che raramente si incontrano dei veri professionisti sui forum (a parte qualche rara eccezione). La maggior parte dei frequentatori sono neofiti che cercano informazioni. Quello che manca nei forum è la possibilità di capire se le informazioni provengono da fonti affidabili e certificate o se sono frutto della fantasia del profano. Il mo consiglio è quello di non prendere per buona la prima informazione che si legge ma di cercare di leggere un po’ di tutto e soprattutto cercare riscontro nei testi di autori noti e sulle riviste specializzate.

Negli ultimi tempi qualcuno definisce gli allevatori italiani dei “moltiplicatori di discus”. Tu come vedi il panorama attuale del “discus made in Italy ?” L’allevamento più o meno intensivo in Italia non ha molto senso in quanto le condizioni attuali non si prestano per ottenere grandi risultati; cerco di spiegarmi meglio. In Italia i costi di allevamento non permettono lo sviluppo di grandi allevamenti: spese delle utenze elevatissime; costi di locazione ancora più elevati, condizioni ambientali che non si prestano per lo sviluppo. Se a tutto questo aggiungiamo un mercato scarso e povero, costi di produzione spesso superiori all’utile, capiamo come, salvo rare realtà professionali che stimo e ammiro come la ‘’Panaque srl’’, il resto sono appassionati che applicano un tipo di allevamento amatoriale. Quindi, alla luce di questo, la domanda ve la pongo io:” Esiste un discus made in Italy ?!”

Quali sono i tuoi discus preferiti e quali ti hanno dato più soddisfazioni ? I miei discus preferiti sono gli ‘’Heckel’’ che ritengo i discus meno ‘’trasformati’’ e sono anche quelli che mi hanno dato più soddisfazione. Diciamo che non sono un amante dei discus troppo manipolati dall’uomo, mi piacciono tutte le forme selvatiche e quelli di allevamento che riportano un fenotipo il più possibile vicino a quello naturale. discus

Altro tormentone del momento è: “ schiera con filtraggio centralizzato o a filtri singoli ?” La tua opinione in merito, alla luce della tua esperienza. Anche in questo caso tutto va visto in funzione di cosa cerchiamo e degli obbiettivi che ci poniamo. Sicuramente in termini di allevamento intensivo non ci sono molte alternative al centralizzato che ritengo il sistema più adeguato, ma solo se questo viene gestito come tale, altrimenti diventa un grande acquario con tutti i problemi del caso…. mi spiego meglio. Un sistema centralizzato deve essere provvisto di uno o più debatterizzatori e microfiltrazione, gli stessi devono essere studiati e calibrati da professionisti del settore e non messi li con le ricette della nonna. Soprattutto devono godere di una manutenzione programmata precisa e costante. Se invece cerchiamo una riproduzione o un allevamento casalingo allora possono andare bene anche i classici acquari da ‘’salotto’’ con i dovuti adeguamenti per adibirli a vasche per discus.

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Sei riuscito ad unire l’utile al dilettevole: infatti oltre ad essere un esperto in alimentazione dei discus lavori anche per una azienda leader nella produzione di mangimi. Stila la dieta “ideale” per il discus Circa le diete ‘’ideali’’ per i discus, se ne sentono di tutti i tipi, tutte più o meno valide e molte dettate dalla pura fantasia senza riferimenti scientifici. L’unica cosa che mi sento di fare è riportare la dieta che adotto sui miei discus e commentarla. Sostanzialmente a mio avviso deve essere composta da 3 tipi di alimenti: il primo pasto della giornata dovrebbe essere costituito da un liofilizzato, tubifex, artemia ecc in quanto molto proteico ma anche molto grasso quindi il discus a tempo nel corso della giornata di smaltire i lipidi in eccesso e di utilizzarli come risorsa energetica. Durante la giornata più somministrazioni di granulato, la quantità in grammi e la frequenza e numero delle somministrazioni dipendono da molti fattori, numero dei discus, taglia, peso, età ecc. Come terzo ed ultimo pasto della giornata consiglio delle scaglie di spirulina o comunque un vegetale che funge sia come apporto delle proprietà benefiche dei vegetali e anche come fibra che agisce meccanicamente raschiando l’intestino dei discus, con questo sistema si evitano ostruzioni intestinali e si riduce il numero dei parassiti intestinali che albergano frequentemente in questi pesci. Per quanto riguarda il “pastone’’ questo ha senso solo se realizzato seguendo dettagliatamente delle ricette che rispettino dei crismi nutrizionali corretti, altrimenti non è un alimento equilibrato. Soprattutto deve essere preparato con omogeneizzatori in quanto i classici frullatori bruciano la maggior parte delle proteine contenute negli alimenti che vengono utilizzati. Inoltre il pastone va utilizzato solo e soltanto in determinate situazioni, le vasche dove viene impiegato devono essere sifonate dopo ogni somministrazione per eliminare i resti dello stesso e si deve cambiare moltissima acqua

Tre consigli per chi si vuole cimentare nell’allevamento del “re” Iniziare progressivamente partendo possibilmente con una sola varietà di discus e almeno 4-6 soggetti di circa 10cm… Non farsi prendere da ipocondria… la maggior parte delle malattie dei discus sono causate dagli allevatori stessi , nella maggior parte dei casi sono malesseri temporanei che vanno via da se… non fissatevi con trattamenti altrimenti vivranno ben poco Porre molta attenzione alla qualità dell’acqua e l’aspetto nutrizionale, il resto viene da se… Grazie Stefano

Foto pubblicate su gentile concessione del Sig. Stefano Tocchi

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